Due canzoni, una foto e quattro chiacchiere

Due canzoni: una dolcissima e profonda, quella di Gianna Nannini; l’altra, con anche l’accompagnamento di un video che fa sorridere.

E poi? E poi una foto poco originale:

Con una frase che mi è nata in un secondo momento: La vita è bella… il mondo è triste.

Per il resto?

Avevo scritto una poesia nata dopo aver sentito una voce di una bambina chiamare “mamma”. Ma sono molto indecisa sul pubblicarla, per due motivi: non ne sento l’urgenza, non mi fa impazzire.

E poi?

In questo periodo sono più presente sull’altro mio blog, Maryland, dove pubblico alcune cose che leggo.

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Un’anticchia di Maria

Sì, vi parlerò di Maria, cioè, di me. Cercherò di essere obbiettiva nel presentarvi la Maria immutabile, quella di tutti i giorni, quella parte che è stabile e non subisce variazioni… insomma, la “base”.

Vi anticipo che chiudo la sezione commenti, perché voglio appunto fare solo una rap-presentazione, e temo commenti per i quali non saprei come rispondere, mi imbarazzerebbero, ecco; anzi, mi piacerebbe che anche voi faceste una rap-presentazione della vostra parte immutabile, nel vostro blog, sarei davvero curiosa di leggerla!

Premetto che è probabile che io dimentichi qualcosa, che io non mi descriva proprio tutta tutta, ma vorrei cercare di presentarvi quanto meno una base, un’anticchia, appunto, di Maria. Eppure, pensavo anche al fatto che le cose che scrivo dicano già molto di me, e che quindi questa rap-presentazione non vi dirà cose nuove.

Chissà…

io, comunque, mi sono divertita nel cimentarmi in questa cosa, se non altro mi sono un po’ riguardata da fuori e ho giocato con le parole.

*** Rap-presentazione di Maria

La Maria di tutti i giorni è una ragazza a cui non piace dare nell’occhio, è silenziosa, è difficile che rida molto forte tanto da urlare, almeno, è difficile che lo faccia in pubblico.
Capita che le cada lo sguardo quando qualcuno la sfida a colpi d’occhiata, capita che tenta di giocarci su e di resistere, capita talvolta che a causa di ciò diventi tutta rossa e perda la battaglia.

La Maria di tutti i giorni è una ragazza gentile con chiunque, non fa distinzioni, perché le piace esserlo, perché le piace aiutare chi si mostra in difficoltà; le piacerebbe trasmettere sempre leggerezza alle persone, di quella leggerezza profonda. Tuttavia Maria è una ragazza che non chiede mai aiuto, perché un po’ forse se ne vergogna, ma molto dipende dal fatto che non vuole sentirsi un peso per gli altri, vuole risolvere da sé i suoi problemi. Di fatti, non si lamenta quasi mai, sono rarissimi i suoi sfoghi, è quasi impossibile che la vediate piangere in pubblico (e dico quasi perché almeno una volta l’ha fatto), ma può capitare che scopriate la sua rabbia. Perché Maria ha una pazienza immensa, non si arrabbia mai, però, se qualcuno la schernisce o prende in giro delle persone deboli davanti ai suoi occhi, la vedrete diventare di fuoco ed esplodere (una cosa che ha imparato con gli anni, quella di sapere e sapersi difendere); qualcuno ha detto che la sua rabbia fa paura, qualcuno ha detto che lei è come il Vesuvio. Ma è una rabbia che non sfocia in violenza fisica, tutt’al più verbale; Maria non vorrebbe mai arrivare alle mani, quanto più al cuore per salvare il salvabile.

Maria, come tutti del resto, ha anche delle debolezze, ci mancherebbe. Spesso non sa dire di no alle persone, perché non vorrebbe deluderle. Un’altra debolezza riguarda i sentimenti: davanti ai sentimenti, Maria non sempre è capace di esprimersi a pieno, a volte nasconde i suoi, altre volte non riesce proprio a tirarli fuori e ciò la fa sentire poco umana.

Maria è una ragazza curiosa: le piace ascoltare le persone, le piace studiarsi le biografie di chi non c’è più e di chi c’è ancora, le piace conoscere i nomi dei fiori, le piace assaggiare cibi nuovi, le piace perdersi fra siti che trattano la psicoanalisi, le piace cercare di comprendere cose nuove e “vecchie”… anche se, bisogna dirlo, ogni tanto lascia le cose a metà: qualche volta diventa pigra, alcune cose le perde, mentre si perde in altre ancora. In poche parole, starsene da sola difficilmente la annoia.

Quando è imbarazzata, capita che tiri fuori battute pungenti, oppure, che rida nervosa, altre volte fa parlare i silenzi. E, a proposito di battute, a Maria piace tantissimo l’ironia e l’autoironia, talvolta trova attraente il sarcasmo.

Maria è una ragazza sincera riguardo ciò che pensa (quando è lucida e nonpresa! Ché, allora, a tratti perde se stessa), così sincera che a volte può apparire dura e chiusa nella propria idea, ma è solo apparenza, poiché poi ripensa a ciò che l’è stato detto, mille e milleuno volte.

***

Mentre non scrivo, un pensiero…

Stamattina mi è venuta in mente questa metafora: leggere e scrivere è come mangiare e camminare. Le due cose devono esserci insieme e l’una non può stare senza l’altra, almeno, non troppo a lungo. Così, se una persona legge soltanto, è come se mangiasse soltanto, quindi si riempie, riempie, riempie, riempie… ma poi bisogna che smaltisca quello che ha dentro, scrivendo! Così come camminando metabolizziamo. Se accade che leggiamo soltanto, è chiaro che riprenderemo a scrivere (camminare) con più fatica, dopo tanto tempo fermi, come se avessi smesso di fare esercizio fisico… che in questo caso si intende mentale. È, ancora, come passare dalla teoria alla pratica: è necessario.

Chiacchiere e saluti

Vi scrivo solo per darvi qualche informazione non richiesta e anche per salutarvi, nonostante non mi pensiate 😌 .
È un periodo in cui non sto scrivendo, ma sono presente sulla home di wordpress e passo comunque a leggervi di tanto in tanto. Nel frattempo che non sto scrivendo, però, pubblico di più sull’altro mio blog, ovvero, Maryland; per chi non lo sapesse, su Maryland pubblico ciò che leggo, che siano citazioni sparse per il web, curiosità varie, poesie, alcuni pezzetti di libri. E, a proposito di letture, qualche giorno fa ho ritrovato la lista dei libri letti negli ultimi anni, partendo dal 2017 fino ad oggi, e mi sono stupita di aver letto tanti libri! Cioè, forse per un/a divoratore/trice di libri non sono tantissimi, per me, invece, sì. Allora ho pensato di creare un articolo, che pubblicherò solo alla fine di questo anno, con la lista dei libri letti nel 2017-2018-2019 (spiegandovi anche perché proprio dal 2017 in poi), magari indicandovi quelli che ho preferito e quelli che hanno deluso le mie aspettative; attraverso di essi capirete, quindi, che genere di libri mi piace leggere, e non mi dispiacerebbe scambiarci anche pareri e consigli.
Non so quando tornerà l’ispirazione, ma quando manca mi spiace perché è come se perdessi la bussola del mio essere interiore, tant’è che nel motto del blog scrivevo, “Quando scrivo dimentico che esisto, ma ricordo chi sono” e… quando non scrivo?

Vorrei essere già a settembre.

Sì, vorrei essere già a settembre, potrebbe essere una plausibile risposta alla domanda precedente.

Poesiola recitata da me

È una poesiola che conoscete già: “Es-pianto”.
Era da tantissimo che non recitavo una mia poesiola, però un blogger mi ha fatto venir voglia di riprovarci, poi magari la nascondo, dipende tutto da cosa mi passa per la testa!
Il fatto è che una poesia recitata mi apparirà sempre un tantino finta, dato che il sentimento è stato reale nel momento stesso in cui fu scritta la poesia, poi bisognerà ricreare la stessa atmosfera quando la si vorrà recitare, mettici anche la mancanza di esercizio, allora diventa più complesso recitarla come si deve, cioè, portando fuori lo stato d’animo contenuto nei versi. Tuttavia, per renderla più reale, ho pensato di non provare troppe volte a recitarla, se no sicuro mi sarei accartocciata rendendola meno spontanea, dunque, sono arrivata soltanto al secondo tentativo prima di pubblicarla. Diciamo pure che è stato un modo per riprendere confidenza con questa curiosa esposizione poetica, e poi, sì, volevo sfiziarmi un po’.