Tornando alle origini

Il vangelo di Luca di oggi ci spinge a osservare con attenzione la scena. Gesù è nella sinagoga e si accorge di un uomo che ha una mano paralizzata. Gesù è l’unico che “vede” quest’uomo, gli altri sono accecati dalla loro religiosità distorta. Infatti appena intercettano lo sguardo interessato di Cristo, anche essi puntano i…

Soltanto il caso (Milan Kundera)

(Piacevole è rileggere alcuni passi di libri letti nel passato) Direi: La perfezione insita nel fatto casuale, ne fissa la sempiternità nel tempo avvenire, con o senza il sussistere del caso – come l’avere fede, senza nulla sapere, affidandoci al suo essere immortale. Ci lasciamo andare ad esso – forse ci è familiare – così…

Cinque pensieri di Rudolf Steiner

Non è sufficiente solamente conoscere, ma bisogna “capire con sentimenti” e “sentire con comprensione”. ~ Durante tutta la sua vita l’uomo assorbe in sé, dal mondo esterno, spiriti elementari. In quanto si limita a guardare gli oggetti esterni, lascia semplicemente entrare in sé gli spiriti senza mutarli; se cerca invece di elaborare le cose del…

I primi occhiali da vista (Anna Maria Ortese)

Eugenia si era alzata in piedi, con le gambe che le tremavano per l’emozione, e non aveva potuto reprimere un piccolo grido di gioia. Sul marciapiede passavano, nitidissime, appena più piccole del normale, tante persone ben vestite: signore con abiti di seta e visi incipriati, giovanotti coi capelli lunghi e il pullover colorato, vecchietti con…

Al Banco dei Pegni di Napoli (Anna Maria Ortese)

Spinsi la porta, facendomi cautamente largo tra quei corpi, e mi trovai in una immensa sala dal soffitto altissimo, illuminata da due ali di finestroni, sovrastato ciascuno da un altro finestrone, di forma quadrata, ermeticamente chiuso. Nel vano pendevano, come cenci sottili, lunghe tele di ragno. Era la sala destinata al traffico degli oggetti preziosi….

Tra il sacro e il profano (Anna Maria Ortese)

E pur così piccola e scialba, legata come un topo al fango del suo cortile, Eugenia cominciava a respirare con una certa fretta, come se quell’aria, quella festa e tutto quell’azzurro ch’erano sospesi sul quartiere dei poveri, fossero anche cosa sua. ●● Una donnetta tutta gonfia, come un uccello moribondo, coi neri capelli spioventi sulla…

Nel tunnel (Ernesto Sabato)

“Ho molte cose da dirle”. Non opponeva resistenza: io mi sentivo come un fiume in piena che trascina un grosso ramo. Giungemmo nella piazza e cercai una panchina isolata. “Perché è fuggita?” fu la prima cosa che le domandai. Mi guardò con quell’espressione che avevo notato il giorno prima, quando mi aveva detto “La ricordo…

Note per una metamorfosi (Enrico Giannetto)

“L’uomo è ciò che mangia”, affermava il filosofo tedesco, critico del pensiero religioso, polemico contro il dualismo di anima e corpo, ispiratore di Engels e Marx, Ludwig Feuerbach (1804 – 1872) . E con questa affermazione vi introduco al testo seguente. Ne “L’immortale”, racconto che apre la raccolta de L’Aleph di Borges, si delineava una…

Katerìna Ivànovna (F. Dostoevskij)

Era tipico di Katerìna Ivànovna dipingere subito chiunque le capitasse sottomano con i colori più belli e più smaglianti, coprirlo di lodi al punto che qualcuno si sentiva perfino a disagio, inventare a suo favore le più varie circostanze, del tutto inesistenti, credendo lei stessa in piena sincerità e buona fede alla loro esistenza, per…

Un rumore fioco (Anna Maria Ortese)

Anastasia dovette andare in camera sua a prendere un fazzoletto. Aveva il cuore delicato come le corde di un violino, quel giorno, e a sfiorarlo suonava. Piangeva, non tanto di pietà per la defunta, che conosceva e apprezzava, quanto di dolcezza di fronte a questa vita, che si presentava così strana e profonda, quale mai…

La vergogna (Fëdor Dostoevskij)

Rammentava fin nei minimi particolari tutto quanto era successo il giorno prima e capiva che gli era accaduto qualcosa di straordinario; sentiva di aver accolto dentro di sé un’impressione del tutto nuova, che non somigliava a nessun’altra provata prima. Nello stesso tempo era pienamente consapevole che il sogno nato nella sua mente era completamente irrealizzabile,…

Sempre solo (Elsa Morante)

La benignità della stagione inaspriva il mio umore: nell’inverno, nella tempesta sarei stato più contento. Le grazie primaverili dell’isola, che gli altri anni mi piacevano tanto, m’ispiravano quasi una rabbiosa ironia, mentre m’arrampicavo e ridiscendevo per quelle rocce e quei prati con le mie lunghe gambe, simile ad un camoscio o a un lupo, in…

Le Donne dormienti (Elsa Morante)

Dormiva un po’ rannicchiata per adattarsi alla misura del divano, tutta inviluppata nelle coperte fino al mento, e il suo viso aveva un’espressione di assenza e di candore. I suoi silenziosi respiri le lasciavano sulle labbra una freschezza umida e tenera, e anche il colore che le tingeva le guance pareva nascere da questa ingenuità…

Nei pensieri di Arturo Gerace (Elsa Morante)

Ah, io non chiederei d’essere un gabbiano, né un delfino; mi accontenterei d’essere uno scorfano, ch’è il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell’acqua. Mi sorrise, poi, con una specie di mestizia protettrice. E intanto i suoi occhi, seri, affettuosi e consapevoli, parevano scusarsi col dirmi: io tengo una…

Domenico Maresca e i suoi discendenti (Matilde Serao)

Domenico Maresca, pittore di santi, aveva ventotto anni. Era di media statura, piuttosto grasso, tendente alla pinguedine; un po’ goffo nei movimenti, quando non era intorno alle sue statue, come impacciato dai piedi, dalle mani, dal suo torace che si gonfiava, quasi, sulle gambe sottili e sproporzionate; molto bianco di carnagione, ma di un biancore…