Dal quotidiano

Lungo Via Depretis

Camminavo lungo Via Depretis, sotto un cielo di un azzurro tenue, in una giornata nuovamente fredda e umida, priva di una vera luce che non fosse quella filtrata da nuvole bianche e più o meno grigie.

Come dal nulla, in quella via percorsa da poche persone, appare dinanzi a me un uomo alto, molto magro e dai capelli rossi. Prima di dirmi cosa cerca davvero, gli preme raccontarmi chi è lui: un ex detenuto, arrestato perché rubava in giro assieme a sua moglie, al che si ferma e mi sorride, “Ma ora non rubo più!”, mi dice, come per rassicurarmi; mentre lo guardo e annuisco un poco, continua, “Quando dico questo, la gente subito scappa! E tu invece sei ancora qui! Mi stai ascoltando davvero”. Sorride ancora mentre mi dice che ha due figli e che non ha un lavoro, allora si fa più chiara la sua richiesta, così, appena gli dico che non ho monete con me, lui estrae da un fazzoletto tantissime monete e mi dice, “Ma se hai i soldi interi, posso cambiarteli!” entusiasta e ancora sorridente. Nel frattempo, vedo avvicinarsi a noi una donna, probabilmente sua moglie, una donna robusta e dai capelli tinti di biondo, ordinata, con un bel po’ di trucco sul viso, due orecchini, qualche piercing se non erro. La donna, al contrario di suo marito, non mi sorride, però è pronta ad accennarmi, con i suoi occhi grandi e sfiduciati, dei suoi due figli. Il suo racconto durerà qualche attimo e, dopo il mio “mi dispiace”, il marito mi dà una lieve carezza sulla spalla, ancora sorridendomi, e mi dice grazie sinceramente, contento per averlo ascoltato. Li vedo allontanarsi, con l’uomo che ancora ripete alla moglie, che lo ignora, felice e incredulo, “Però mi ha dato ascolto veramente!”. Come se non cercasse altro, come se avesse ricevuto tutto quello di cui aveva bisogno.

Così pensavo conclusa la parentesi di quell’incontro inconsueto quando, di ritorno dalla stessa strada, rivedo la moglie dell’uomo ferma ad una bancarella di un venditore ambulante, intenta a scegliere un nuovo piercing, assicurando al venditore che poi gli riporterà il resto. Più avanti, suo marito, che forse mi ha riconosciuta, distoglie lo sguardo per voltarsi indietro e chiamare con tutta calma sua moglie. Allora ho capito che quest’ultima cercava qualcosa di diverso dall’ascolto, forse dopo aver smesso di credere in esso e nelle persone, aggrappandosi invece ad un oggetto materiale che le darà una felicità certa, seppur fugace, una soddisfazione, un attimo di normalità forse, se non altro di distrazione.

Il mio pensiero si è infine rivolto ai figli di cui mi hanno accennato, figli che non ho visto e di cui non saprò mai la reale esistenza, figli che potrebbero avere i capelli rossi o qualche piercing, figli per i quali mi sono chiesta “dove saranno ora?”, figli di una mamma che non si trascura, figli di un papà che si emoziona per il solo motivo che una sconosciuta ha dato ascolto alla propria storia.