Estratti di letture

Realtà virtuale (Jean Baudrillard)

Con la modernità, in cui non smettiamo di accumulare, di aggiungere, di rilanciare, abbiamo disimparato che è la sottrazione a dare la forza, che dall’assenza nasce la potenza. E per il fatto di non essere più capaci di affrontare la padronanza simbolica dell’assenza, oggi siamo immersi nell’illusione inversa, quella, disincantata, della proliferazione degli schermi e delle immagini.

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[La comunicazione virtuale]

Vi è una profonda incompatibilità tra il tempo reale e la regola simbolica dello scambio. Ciò che regge la sfera della comunicazione (interfaccia, immediatezza, abolizione del tempo e della distanza) non ha alcun senso in quella dello scambio, dove la regola vuole che quanto è dato non sia mai restituito immediatamente. Bisogna restituirlo, ma mai all’istante. E’ un’offesa grave, mortale. Non vi è mai interazione immediata. Il tempo è appunto ciò che separa i due momenti simbolici e ne sospende la risoluzione. Il tempo non differito, quello «diretto», è inespiabile. Tutto il campo della comunicazione virtuale appartiene così all’ordine dell’inespiabile, poiché tutto vi è interattivo, dato e restituito senza ritardo, senza quella suspense, per quanto infima, che costituisce il ritmo temporale dello scambio.

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[Esseri senza corpi]

Nel regno delle ombre nessuno ha più un’ombra e non rischia di lacerarla camminandoci sopra, come Peter Schlemihl. Può accadere in compenso che non siano più i corpi a proiettare la loro ombra, ma le ombre a proiettare i loro corpi, i quali non sarebbero altro che l’ombra di un’ombra. E questo è già il caso della nostra realtà virtuale, che è semplicemente la rimessa in circolazione, “sub specie corporis, subspecie realitatis”, dell’astrazione e dei dati numerici della vita. Come in quell’altra fiaba in cui il Diavolo rimetteva in circolazione l’ombra dello studente che costui gli aveva venduta, sotto l’apparenza vivente del Doppio di cui lo studente non era altro che la controfigura.

(Jean Baudrillard, Il delitto perfetto)

In prosa & poesia

In ogni cosa

Ogni cosa che tocchiamo si fa sentimento dentro noi, anche quando non ce ne accorgiamo, quando siamo sordi al richiamo dei sensi, ma lo scopriremo a distanza di tempo.

Opera di Slava Fokk

Dal quotidiano

L’intimità del silenzio

Mi chiese cosa avessi di diverso dalle altre, con un’aria che sembrava di sfida, o più che altro divertita se non beffarda, ma non seppi cosa rispondergli, o meglio, non volli: le parole non sarebbero bastate a di-fendermi. Confidai nella purezza del silenzio, che sentivo così mio, intimo, modesto. Ma solo io percepii la forza contenuta in quel silenzio: trascurai il fatto che l’intimità non è un linguaggio comprensibile da chiunque, e che ha bisogno di tempo per maturare ed essere colto come si fa per ogni frutto che non si voglia duro, insapore, acerbo. È necessaria una certa tenerezza per ac-cogliere l’intimità del silenzio.

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Disegnino creato con poco impegno, ma esplicativo. Il calore, proprio come il tempo, renderà maturo il “frutto”.

 

 

In prosa & poesia

Ri-costruzione di un temp(i)o

Un uomo forte ha il potere di vivere l’attimo; una donna forte ha il potere di guardare l’oltre: proiettandosi nel futuro. Insieme dunque, l’uomo e la donna, formano l’uno il presente e l’altra il futuro. Allora, qualcuno, direbbe: “E il passato? Che ne sarà del passato?”. – “Andrà avanti, come dimenticato ma nuovo: ramificazione dei due, il nascituro.”

In prosa & poesia

Giochi di parole

Non c’è più tempo.
Non è più tempo.
Che il tempo non sia,
ma abbia: un senso.

In prosa & poesia

Ap[punto sul tempo⏳]

2 ottobre 2014

Si può fare tutto nonostante il tempo, poiché tutto è il tempo stesso.