Cronaca domenicale

Il caldo è giunto anche qui; te lo senti addosso, ma non dentro come si potrebbe sentire un amore.
Così, ero spalmata sul tavolo, con le braccia tutte allungate, manco fossi un gatto, e con in sottofondo uccellini e cavallette cantanti fuori al balcone – scambiato per un palco. Avendo anche la tv accesa su un documentario, mi sono allora sentita descritta e osservata dalla tv stessa!
Avete capito bene!
*Atmosfera Orwelliana*
Ad un tratto, la signorina in tv ha detto, parlando di non so quale animale, una cosa come:

“Se sembra pigra e ferma, è perché si risparmia. Si protegge dall’estinzione per salvare la specie.”

Più chiaro di così! Altro che pigrizia… sto lavorando per il bene comune, per la salvaguardia della specie!

L’intimità del silenzio

Mi chiese cosa avessi di diverso dalle altre, con un’aria che sembrava di sfida, o più che altro divertita se non beffarda, ma non seppi cosa rispondergli, o meglio, non volli: le parole non sarebbero bastate a di-fendermi. Confidai nella purezza del silenzio, che sentivo così mio, intimo, modesto. Ma solo io percepii la forza contenuta in quel silenzio: trascurai il fatto che l’intimità non è un linguaggio comprensibile da chiunque, e che ha bisogno di tempo per maturare ed essere colto come si fa per ogni frutto che non si voglia duro, insapore, acerbo. È necessaria una certa tenerezza per ac-cogliere l’intimità del silenzio.

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Disegnino creato con poco impegno, ma esplicativo. Il calore, proprio come il tempo, renderà maturo il “frutto”.

 

 

Silence

In un mondo dove le parole hanno un gran valore e i complimenti piovono come la rapidità della neve che si scioglie al sole – solo per riceverne in cambio di stessi, per farsi belli o anche per compassione – il silenzio è forse l’unico quanto il più sincero e gratificante complimento. Magari accompagnato da un sorriso, ché l’espressione degli occhi e quella del viso sapranno raccontarsi meglio di tante parole annodate da filamenti d’ipocrisia.

23 gennaio 2015