Nel voler fare del bene

Quando si parla di voler fare del bene, di agire cioè con e per amore, la parola sacrificio non esiste, poiché non vi è sacrificio tanto grande rispetto a tutto l’amore che lo sostiene e lo alleggerisce.

William-Adolphe Bouguereau, Il rapimento di Psiche, 1895.

L’amore supremo

Se ogni essere umano contiene una moltitudine di persone dentro il proprio sé, sarebbe così necessario andare a caccia della propria metà? Quando, dentro sé, ne troverebbe a bizzeffe di proprie metà uguali e diverse.

E invece sì, può rivelarsi importante se non necessaria la ricerca di un’altra metà: un’altra moltitudine che ci guardi da fuori, poiché altrimenti continueremmo a guardarci da dentro, con occhi mai diversi dai nostri propri. Chi ci darebbe la sicurezza che siamo obiettivi, se non chi ci osserva da fuori?

Eppure: chi sarebbe veramente obiettivo nei nostri confronti? Chi ci ama, ci guarderebbe con occhi d’amore, forse non in modo obiettivo fino in fondo; chi non ci conosce, non avrebbe nulla da obiettare, giacchè non può mettere giudizio su di un essere di cui non sa niente.

Ecco, così si fa ritorno alla propria metà di moltitudine, o alla propria solitudine multipla.

Ma l’amore Supremo non ama solo per “essere visto”, quanto dapprima per “guar-dare”.

Stato di coscienza

Perché un giorno sto bene da sola e il giorno dopo mi sento vuota? Cosa cambia in una notte? Perché bastarsi non è un perpetuo divenire?
Mi sento come se stessi camminando su di un filo, e la gioia e la tristezza hanno nomi diversi ma sono sempre la stessa vertigine.
Qualcosa si spezza nell’arco di un tempo breve, così rapidamente che nemmeno lo vedo. Ma sento una mancanza, una mancanza di cui il giorno prima non ne sentivo il peso; era una piuma sul pelo dell’acqua, oggi è una pietra sul fondo del petto. E scava, scava ancora per trovare terra, un punto fermo, una sicurezza; scava, e scavando si isola: in mezzo al petto c’è ora una fossa profonda con intorno solo mura fredde. Da quaggiù nessuno mi sente, nessuno mi vede[…].
Non c’è niente e nessuno a cui aggrappare la mia anima disperata, la quale è ora come un fantasma che si aggira in una casa che non sente più sua.

19 maggio 2017