Nel voler fare del bene

Quando si parla di voler fare del bene, di agire cioè con e per amore, la parola sacrificio non esiste, poiché non vi è sacrificio tanto grande rispetto a tutto l’amore che lo sostiene e lo alleggerisce.

William-Adolphe Bouguereau, Il rapimento di Psiche, 1895.

Nel potere dell’oggetto

Trascurare il bene, vuol dire pian piano spegnerlo; trascurare il male significa, invece, aiutarlo a crescere. Talvolta, quindi, una stessa reazione produce effetti diversi, poiché non è la reazione in sé la causa dell’effetto, ma è il potere dell’oggetto stesso che ha sulla reazione prima ancora che essa si compia su di esso. Allo stesso modo funzionano i rapporti umani, e così: nullo può ben risultare il potere di un essere su di un altro, poiché l’effetto deriva solo da quest’ultimo.

Più cresce, più sarà perduto

Talvolta percepisco qualcosa, qualcosa di grande, eppure mi sfugge! Qualcosa che somiglia ad una risposta, ma si materializza sotto forma di domande.
Sento la potenza, e la prepotenza oserei dire, di questa cosa senza nome, come fosse il Sole, poiché ne percepisco il calore e la grandezza, ma non si fa toccare, né posso guardarla, altrimenti, ne sono sicura, mi accecherebbe. Eppure, non è forse di questo che avrei bisogno? Essere accecata per tornare a vedere o, meglio, per vedere finalmente attraverso il buio: libera da congetture, dall’immagine di cose che si vedono e a cui l’uomo ha dato un nome o, peggio, un’etichetta, un giudizio senza condizione.
Tuttavia, nonostante questo sentire invisibile giunga a darsi voce così fortemente attraverso il mio pensiero, non mi fido completamente di esso, poiché ignoto forse, o, ancora peggio, potrebbe non essere altro che un frutto immaturo, caduto dall’albero del mio ego. E l’ego è un bambino: ci sono cose che comprenderebbe pure, se solo fosse più maturo! Ma sta proprio qui il colmo: se più cresce, più sarà perduto.

Sullo scrivere

Lo scrivere è un bisogno o, meglio, un desiderio che non si sazia seppure avendo i mezzi per realizzarlo: una penna ed un foglio di carta. Poiché non è il foglio né la penna ciò di cui necessitiamo per adempiere il nostro desiderio, ma sono essi stessi ad aver bisogno di noi: del nostro essere, libero, che talvolta non vuole farsi imprigionare fra due righe, come dietro due sbarre fredde, senza più (il) potere d’essere.

Dalle ceneri

15 agosto 2017

Ci sono cose che, sarà il tempo, l’abitudine, o semplicemente proprio il fatto che ti hanno scalfito nel profondo, quelle cose non ti toccano più, non ti fanno più male, come se avessero scalfito fin dove potevano, dando forma a ciò che sei oggi, oppure, forse non hanno fatto altro che portare fuori ciò che custodivi dentro; talvolta, quel qualcosa, coincide con il meglio.
Ti ferisce solo ciò che non ti ha scalfito abbastanza, non ancora abbastanza per fare emergere quello che sei veramente.