Dal quotidiano

Cronaca domenicale

Il caldo è giunto anche qui; te lo senti addosso, ma non dentro come si potrebbe sentire un amore.
Così, ero spalmata sul tavolo, con le braccia tutte allungate, manco fossi un gatto, e con in sottofondo uccellini e cavallette cantanti fuori al balcone – scambiato per un palco. Avendo anche la tv accesa su un documentario, mi sono allora sentita descritta e osservata dalla tv stessa!
Avete capito bene!
*Atmosfera Orwelliana*
Ad un tratto, la signorina in tv ha detto, parlando di non so quale animale, una cosa come:

“Se sembra pigra e ferma, è perché si risparmia. Si protegge dall’estinzione per salvare la specie.”

Più chiaro di così! Altro che pigrizia… sto lavorando per il bene comune, per la salvaguardia della specie!

Dal quotidiano

Pensavo fosse un incubo… invece era un sogno

Camminavo con i miei fratelli lungo Via Caracciolo, una delle famose vie di Napoli che si affacciano sul mare. Ero serena e mi guardavo attorno, osservavo le rocce e le onde che vi si infrangevano sopra. Poi, ad un tratto, la strada si è affollata sempre di più; andavamo tutti nella stessa direzione, ma era come se non stessi più camminando io da sola, mi stessi piuttosto facendo trasportare dalla gente, come un pesciolino in mezzo ai suoi simili travolti da una corrente.
Camminavamo con passo sempre più svelto, come se stessimo avanzando per un premio, o stessimo fuggendo da qualcosa, finché ci siamo ritrovati su di un palco, sì, un palco di legno.
Il palco non sembrava molto resistente, al contrario: traballava, forse a causa del peso delle troppe persone. Qualcuna cominciò ad agitarsi, qualche altra alzava la voce quando, improvvisamente, scoppiò un incendio da un lato del palco, mangiando il legno pian piano.
Io ero lì, con i miei fratelli vicino, bloccata in mezzo ad una massa di persone, e tentavo di capire cosa fosse giusto fare, come se fossimo tutti una cosa sola, come se la vita di un singolo dipendesse dalla vita di tutti e viceversa.
Una voce urlò: “Dobbiamo muoverci! Non possiamo aspettare che l’incendio si propaghi come l’altra volta!
Un’altra voce: “State calmi, se ci agitiamo l’incendio farà prima a raggiungerci!”
Un’altra voce ancora: “Ma non possiamo restare fermi! Muoviamoci dove le fiamme non sono ancora arrivate!”
E così fu. Ci muovemmo lungo una strada in discesa, seppure stretta e tortuosa, mentre l’incendio spariva alle nostre spalle. Arrivati in una piazza, le persone si dispersero, ognuna verso la propria meta, e non ne vidi più nemmeno una.
Camminai per un poco con i miei fratelli lungo una strada che non ricordavo di conoscere, non affacciava sul mare, e tutto era in ordine. Arrivammo davanti a dei tavoli di un bar, così pensai che se ci fossimo seduti avremmo dovuto ordinare qualcosa ma, nel frattempo, mio fratello stava già avvicinando dei tavoli e delle sedie per stare tutti vicini. Allora ci sedemmo, ero ancora un poco scossa per l’incendio, ma l’atmosfera era calma e mi feci travolgere da quella pace apparente. Arrivò poi un cameriere, nella sua bella divisa, con una tovaglia appoggiata sull’avambraccio, disponendo in ordine posate e piatti, ma senza mai alzare lo sguardo verso di noi, come se non esistessimo.
Alla fine mi guardai attorno, le strade erano vuote, regnava una pace quasi surreale, guardai mio fratello, mia sorella, guardai i piatti pronti sui tavoli, il cameriere che stava andando via solo per tornare a mani piene, probabilmente.
Una voce fuori campo, o forse io stessa nella mia mente pensai: “Ci basta così poco, ma di cos’altro avrei bisogno…”, allora mi commossi, ripensando al pericolo appena scampato e a quanto sia preziosa la vita.
Pensavo fosse un incubo, e invece era un sogno.

In prosa & poesia

Ribellione silente d’un elefante

Ancora una volta hai dato spettacolo,
ma hai cercato attenzione imitando
un grido – silente – d’aiuto umano,
come fossi un immigrato
con dentro gli occhi la sua terra natìa,
a cui, però, vorresti tornare
a costo di sfidare il mare –
un mare di gente -, pur morendo forse,
come fossi un soldato in guerra,
ma stavolta mosso senza
alcun ordine.

{dedicata alla ribellione silente di questo elefante 🌊🐘🌊💙

In prosa & poesia

Fra gli umani

17 febbraio 2018

Come quando smetti di sentirti “magica”, ma ti senti solo tanto umana, e ti accorgi che è questo che basta, e che quasi ti avanza.
Succede così, all’improvviso, ma tu devi tenere bene il cuore aperto ed umile, dare meno voce all’ego.
Succede quando sei sola, quando non devi rendere conto a nessuno. Allora ti accorgi di quello che hai vissuto, ma finalmente riesci a ripensarci con distacco, senza più sentimento, come estranea ai fatti, eppure, terribilmente consapevole di tutto quello che è stato, e che non più sarà mai, o, quasi.

Estratti di letture

Quindici brevi pensieri sulla bontà

La bontà vera è, non debolezza, ma forza. L’uomo debole è solo buono in apparenza. ~ Arturo Graf

La fiducia nella bontà altrui è una notevole testimonianza della propria bontà. ~ Michel De Montaigne

Niente è più raro che la vera bontà; coloro che credono di averla, non hanno il più delle volte se non della compiacenza o della debolezza. ~ François de La Rochefoucauld

È straordinario che sia così perfetta l’illusione che la bellezza è bontà. ~ Lev Tolstoj

La mia bontà è un chiaro di luna che non riscalda. ~ Jules Renard

La bontà dev’essere unita alla conoscenza. La semplice bontà non serve a molto. Occorre possedere quella sottile qualità di discernimento che si accompagna al carattere e al coraggio spirituale. In una situazione critica occorre sapere quando parlare e quando tacere, quando agire e quando trattenersene. ~ Mohandas Gandhi

Preferisco la bontà sciocca alla fierezza arida; ma la sciocchezza può avvelenare perfino la bontà. ~ Henri-Frédéric Amiel

Un’intelligenza senza bontà è come un abito di seta indossato da un cadavere. ~ Christian Bobin

Soprattutto siate buoni: la bontà, più di ogni altra cosa, disarma gli uomini. ~ Jean-Baptiste Henri Lacordaire

Non c’è gioia più violenta che trovare un’anima pura: si vorrebbe morire seduta stante. ~ Christian Bobin

Un cuore buono spande la sua bontà come il cielo spande la sua rugiada. ~ Henri-Frédéric Amiel

La bontà è più facile da riconoscere che da definire. ~ Wystan Hugh Auden

È una gioia senza pecche scoprire un’anima pura. Sono anime che somigliano ai primi libri dei bambini: contengono poche parole e sono piene di colori. ~ Christian Bobin

Che condimento necessario per tutto è la bontà! Le migliori virtù senza la bontà non valgono nulla; i peggiori vizi con essa si riscattano. ~ Lev Tolstoj

Credo alla tua saggezza solo se viene dal cuore, credo alla tua bontà solo se viene dalla ragione. ~ Arthur Schnitzler

In prosa & poesia

Da una scogliera

10 febbraio 2016

Sono qui, sola, seduta su una scogliera deserta,
ove di fronte a me sospira il mare in tempesta.
Vorrei chiedergli quale sia l’origine del suo male,
e delle sue infinite lacrime salate
che a spruzzi giungono sulla mia pelle
ove al Sole luccicano come fossero stelle.
Infine, però, bruciano forte sulle mie ferite.
Quindi apro gli occhi ma non vedo sangue,
solo acqua trasparente che si dimena,
per liberarsi da ogni male ed ogni pena.
E, solo allora, il cuor mio s’apre e s’allieta.

Oh, mare, il tuo invito è così dolce in confronto al tuo sapore,
son convinta che il tuo sale renda puro ogni dolore.
Chiudo gli occhi e mi attrae il profumo di salsedine
che sembra voler tacere la mia solitudine.
Sto danzando verso te e non c’è vento che mi fermi,
non ci sono impedimenti, né altri tipi di tormenti.
Il tuo canto si fa forte per cullarmi in questa notte,
la mia ultima stavolta, poco prima della morte.
Or dunque sono in te, mentre mi culli e mi disseti
guidando il mio corpo, le mie gambe ed i miei piedi.
Sembra un ballo senza fine nel profondo degli abissi,
ma giungerà ad un confine ove un tempo prima vissi.

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Versi che nacquero in collaborazione con un’altra persona che scrisse la sua parte, calandosi nel ruolo del mare; ho rimosso la sua parte, la quale mi invitava fra le sue braccia, lasciando la mia ultima battuta al suo richiamo.
Non è ovviamente una poesia realmente sentita: fu un bel gioco a quattro mani in cui mettemmo in rima le parole. Mi dispiacque un po’ solo per la fine non lieta, dato che la ragazza va in contro alla morte, così tentai comunque di farla apparire un poco carina…