Dicembre

Dicembre è la luce
fredda e bianca
di una giovane alba,
mentre gli anziani
rami – neri e spogli
affondano le loro
lunghe unghie
nel cielo che si tinge
di grigie nuvole:
non ci sono carezze
da parte del vento,
sulle foglie ormai cadute,
solo il silenzio della morte
e questa tenue e pallida luce
che riflette la fine delle cose.

Le convinzioni

Oggi pensavo alle convinzioni, al fatto che sono come dei coltelli: puoi tenere il manico, sentirti forte, ponendo la lama nei confronti di chi ti sta di fronte, sei protetta da essa, e, in certi punti, inavvicinabile, insomma, ti senti proprio invincibile.

Ma, d’altro canto, non sei solo protetta dalle tue convinzioni, sei allo stesso tempo limitata da esse. Infatti, con il tuo coltello puntato verso il mondo, sarai impedita nell’avvicinare chiunque.

Il fatto è che, avere delle convinzioni, dà sicurezze, proprio come essere armati. Diventano le tue “leggi” che andranno a formare parte di te ma, appunto, ti formeranno e fermeranno, impedendoti una eventuale crescita… impedendoti la costruzione di una porta d’uscita/entrata sul retro, da cui fare uscire “ospiti” per accoglierne di nuovi, stavolta, dalla porta principale.

Mi dirai, allora, che non ti interessa farti avvicinare da alcuni mondi, mi dirai anzi che le tue convizioni sono proprio frutto di esperienze vissute in prima persona che ti hanno portato a conclusioni con frasi del tipo “non lo rifarò mai più in vita mia” (se già vissuto), oppure, “non lo farei/farò mai” (se ‘vissuto’ attraverso gli altri).

Ed eccola qui, la limitazione, imposta dalle convinzioni: rinunciare ad una qualche felicità solo perché si è stati feriti in passato, sia direttamente che in modo indiretto – negli occhi del vissuto dell’altro.

Invece, nel momento in cui decidiamo di abbandonare convinzioni che abbiamo fatto nostre, sia pure un abbandono della durata di un tempo breve, solo giusto per sperimentare cosa accadrebbe se camminassimo per strada senza un coltello puntato sul mondo, allora, il primo effetto positivo che percepiremmo, sarebbe un senso di libertà, forse maggiore leggerezza, mani libere, per provare a tenere quelle del prossimo… le quali si spera siano anch’esse disarmate.

Perché, sì: proprio come dei coltelli, anche le convinzioni possono uccidere… prima di tutto, coloro che le impugnano.

La mia sera è insapore

La mia sera è insapore:
non è il pieno del giorno
né il fondo della notte.
È una luce fioca
dentro l’occhio
il quale non tiene conto
della vastità del mondo:
si arrende, riposa
ma non dorme,
non gioisce né soffre:
è un breve limbo d’ombre,
sino al calare della notte.