Nel voler fare del bene

Quando si parla di voler fare del bene, di agire cioè con e per amore, la parola sacrificio non esiste, poiché non vi è sacrificio tanto grande rispetto a tutto l’amore che lo sostiene e lo alleggerisce.

William-Adolphe Bouguereau, Il rapimento di Psiche, 1895.

Sulla semplicità – appunto

5 aprile 2019

La semplicità non è altro che l’ignoranza di qualcosa di più grande. Ma è quella ignoranza che non ti fa male, al contrario: ti aiuta a diventare grande, se ad essa si affianca tanta curiosità umile e spensierata, come fanno i bambini, come chiunque fa per ciò che ama.

Fra gli umani

17 febbraio 2018

Come quando smetti di sentirti “magica”, ma ti senti solo tanto umana, e ti accorgi che è questo che basta, e che quasi ti avanza.
Succede così, all’improvviso, ma tu devi tenere bene il cuore aperto ed umile, dare meno voce all’ego.
Succede quando sei sola, quando non devi rendere conto a nessuno. Allora ti accorgi di quello che hai vissuto, ma finalmente riesci a ripensarci con distacco, senza più sentimento, come estranea ai fatti, eppure, terribilmente consapevole di tutto quello che è stato, e che non più sarà mai, o, quasi.

Pensierino sull’essere

9 agosto 2017

Non direi di essere quello che sono, direi piuttosto che sono fin dove posso amare, poiché solo l’amare rivela la grandezza dell’essere.

n.b.: ho aggiunto in un secondo momento il termine “grandezza” al pensiero, a seguito dei commenti all’articolo, per meglio esprimere il concetto.

Dove mai sarà l’amore?

26 settembre 2016

No, l’amore non è nell’aria.
L’amore è in trappola, racchiuso in un sorriso, espresso in una risata. Esprimerlo ci fa sentire noi stessi, profondamente liberi.
Eppure, ridere forte, può far venir meno il fiato (forse per questo fa spavento), ma quanto, quanto riempie il cuore!
Dunque, smettiamo di starcene in apnea: diamo respiro all’amore che è in noi, prima che ci gonfi! O, peggio, che ci soffochi…

Come un vaso di ceramica

8 agosto 2016

Alessia è una donna che ne ha passate tante, ma ne ha vissute poche: Alessia non impara dalla lezione, è questo il vero dramma.
Alessia è stanca, perché non cambia.
Ma chi dice, ad Alessia, come si indossa un sorriso? Perché lei sa che non bisognerebbe mai camminare senza uno di questi, eppure continua a scordarlo. Uscire senza un sorriso, è un po’ come camminare nudi, senza difese, mi direbbe qualcuno.
Qualche altro, invece, è convinto del contrario; uscire senza un sorriso, è come camminare con un enorme giaccone addosso, non ti si vedono le forme, non ti si vede ciò che sei veramente: la tua carne umana, la tua umanità è nascosta sotto quel giaccone.
A chi piace un vaso senza forme? Un vaso di ceramica ancora da modellare non ha forme, non trasmette emozioni, non ha alcun significato. Alessia è come quel vaso, perché nessuno le ha mai insegnato come si indossa un sorriso.
Qualcuno, un giorno, le ha detto che è una cosa che viene naturale, come spogliarsi prima di fare l’amore.
”E come lo fai, l’amore, in mezzo ad un mondo che è sempre in guerra?”, sopraggiunse Alessia.
”E’ questo il bello, dobbiamo andare in guerra, nudi, con la voglia di vestirci d’amore. E’ il desiderio d’amore che ci spoglia.”
”E se non ci riesco?”, insistette Alessia.
”Il vero amore non conosce vergogna, più che altro contagia. E’ come il calore che modella fino a dare forma alla ceramica.
Eh, lo so, sia modellare un vaso che andare in guerra ti sporcherebbe le mani, ma solo così lasceresti impronte per il mondo e nel cuore di qualcuno.
Sai come si dice? In un sorriso di un attimo, il ricordo è per sempre.”