Curiosità

Come nacque il primo mascara moderno

I primi mascara moderni, formulati all’inizio del ‘900, erano delle tavolette (cake) a base di vaselina e polvere di carbone e si applicavano con uno spazzolino inumidito. Tuttavia, quando non si aveva olio di vaselina a disposizione, si sputava per sciogliere il carbone e passarlo così sulle ciglia.

La storia comincia a Chicago, quando una giovane donna di nome Mabel Williams, nei suoi vari tentativi di valorizzare lo sguardo e renderlo più seducente, mischiò polvere di carbone e vasellina. Mabel non se ne rese conto subito, ma quello che aveva appena creato era il primo mascara Maybelline di sempre! L’esperimento di Mabel spinse suo fratello – chimico farmacista – Thomas Lyle Williams, a fondare, nel 1915, un marchio per vendere un incredibile prodotto per ciglia e sopracciglia, a base di vasellina, chiamato “Lash-Brow-Ine”.

Quella che presto sarebbe diventata una gigante della cosmetica, fu chiamata Maybelline, in onore della sorella di Thomas; infatti, partendo dal nome Mabel e aggiungendo la parte finale di “vaseline”, nacque il nome che sostituì l’iniziale Lash-Brow-Ine.

Lash-Brow Ine, che divenne Maybelline nel 1917 .

La leggenda narra che il segreto di bellezza “fatto in casa” da Mabel, non solo surclassò le più importanti aziende cosmetiche dell’epoca, ma le donò anche un grande successo personale perché le permise di conquistare il cuore dell’amato Chet.

Inizialmente, la vendita avveniva solo per posta, ma le clienti iniziarono a richiederlo nelle profumerie e nei grandi magazzini: nel 1932, per rispondere all’enorme domanda, il primo Maybelline Cake Mascara fu introdotto per la vendita al dettaglio. Il prodotto si presentava sotto forma di panetto nero, in una scatoletta, dotata di istruzioni per l’applicazione e spazzolina.

Maybelline cake mascara con la star del cinema muto, Mildred Davis.

Al mascara in cialda, seguì il mascara in “crema”, proposto sotto forma di tubetto da cui si poteva “spremere” un po’ di prodotto sulla spazzolina.

Tra gli anni ’40 e ’50 il cat eye e le ciglia a ventaglio erano un vero trend ed è proprio in quel periodo che il mascara comincia a diventare sempre più simile a come lo conosciamo oggi.

Tuttavia, fino a quel momento, era ancora proposto con una spazzolina per applicarlo, risultando non facilissimo da utilizzare. Fu quindi l’imprenditrice Helena Rubinstein, fondatrice dell’omonima casa di cosmetica, che nel 1957 lanciò sul mercato il suo famoso Mascara-Matic. Venne chiamato “mascara automatico”, perché a differenza della versione con spazzolina, il prodotto veniva prelevato “automaticamente” dall’applicatore che stava nel tubetto. Fu ovviamente una rivoluzione, tanto che il mascara è ancora oggi un tubetto con uno scovolino.

Un altro nome con cui conosciamo il mascara è rimmel, che deriva da Eugène Rimmel, un profumiere francese che nel 1834 si trasferì a Londra, dove aprì la prima profumeria, quando suo padre accettò l’offerta di gestire una profumeria in Bond Street. Eugene lavorava come apprendista per il padre e affinò le proprie abilità come profumiere. A 24 anni, il giovane era ormai un esperto, oltre a essere una sorta di guru della cosmetica, e aprì il suo primo flagship store in Regent Street. Inarrestabile, scrisse una considerevole lista di svolte nel campo della bellezza prima di aver compiuto trent’anni. Dall’introduzione di cataloghi ordinabili per posta, un’idea nuova di zecca nel mondo dei profumi e dei cosmetici, ai ventagli profumati per signore da utilizzare all’opera, in teatro o al balletto e biglietti di San Valentino profumati.

La sua più memorabile e riconosciuta opera è la fontana di profumo creata per la Great Exhibition del 1851: getti profumati di acqua di colonia vengono versati nella fontana, la quale può essere utilizzata per aromatizzare i fazzoletti dei visitatori. Anche secondo gli standard odierni, la fontana è stata un’audace trovata pubblicitaria e di sicuro non ha fallito. Infatti, la sua fontana profumata catturò l’attenzione della regina Vittoria, la quale non solo divenne la patrona di Rimmel, ma lo nominò anche suo profumiere ufficiale. Questa nomina, di conseguenza, diffuse il suo nome e la sua fama in tutto il mondo.

Da vero pioniere, Eugène non si accontentò di formulare e commerciare le sue fragranze e i suoi prodotti di bellezza. Si appassionò all’idea di diventare il “Re dei cosmetici e delle fragranze”, tanto da scrivere e pubblicare il Libro dei Profumi, una delle prime “bibbie di bellezza” che documenta il fascino delle fragranze e il galateo della bellezza. Ma l’autore non si fermò certo a una sola pubblicazione: seguirono infatti l’Almanacco di Profumi di Rimmel, Memorie della Paris Exhibition del 1867 e il best seller vittoriano Scented Valentines.

Fu nel 1860 che Eugène sviluppò il primo mascara non tossico (prima conteneva mercurio), Superfin, anche se inizialmente questo prodotto fu concepito per colorare i baffi, divenendo molto in voga tra gli attori teatrali dell’epoca. Alla fine, la formula fu riadattata e, nel 1917, il prodotto venne lanciato come un mascara da utilizzare solamente su ciglia e sopracciglia.

Superfin.

Per curiosare altre immagini degli storici mascara Maybelline, qui.

22 pensieri su “Come nacque il primo mascara moderno”

    1. Grazie a te per la lettura, Fulvialuna 🌸
      Oh, fa sempre un certo effetto rivedere cose che un tempo furono “nostre” e che ora non si vedono più in giro 🙂
      Il mascara con la spazzolina compare invece in una scena di Fantozzi 🙆

      [embed]https://youtu.be/xse2LtLbfnU[/embed]

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  1. Curiosità carina 😊 le donne le inventano tutte per fregarti 😂

    p.s. Aggiungendo una piccola curiosità alla curiosità 😁 il nome Mabel era famoso nel medioevo, ma poi cadde quasi in disuso, riprese quota per via di un romanzo uscito nel 1853 che, confrontando le date, potrebbe essere stato letto dalla madre di Mabel e Thomas
    🙃

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    1. Eeh, cosa non si fa per amore 😀
      Eppure, sai, su internet avevo trovato due versioni: oltre questa, un’altra versione diceva invece che Mabel, per conquistare il suo amato (già sposo di un’altra), chiede al fratello Thomas di ideare qualcosa, e di fatto lui crea questo primo mascara. Hai capito la differenza? In una versione è lei a creare l’intruglio (perfezionato poi dal fratello), mentre nell’altra versione è tutta opera del fratello. Però a me piaceva più il fatto che fosse stato ideato da lei e perfezionato fal fratello, piuttosto che la seconda versione. Tuttavia volevo anche portare una versione “vera” eheh… e mi sono affidata alle fonti più attendibili: sia wikipedia che il sito ufficiale di Maybelline riportano che è stato prima pasticciato da Mabel e successivamente perfezionato dal fratello; in fondo, anche il fatto che il fratello l’abbia voluta “omaggiare” dando il nome al prodotto “Maybelline”, dimostra che forse la versione vera è proprio questa riportata dai siti più “ufficiali”.

      Interessante quest’altra curiosità 😀 probabilmente è come dici tu! Grazie 😀

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      1. Beh, entrambe le versioni hanno comunque lo sfondo amoroso 😊 certo la prima versione è un po’ così visto che frega il marito a una 😅
        La seconda è più eterea 😊
        La certezza non c’è, ma è probabile sia così 🙃

        😊

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      2. È vero, sì, ma mi piaceva il fatto che l’intruglio fosse opera sua, da vera “streghetta” innamorata 🙆 e non che fosse andata a pregare al fratello di inventare qualcosa di simile. Insomma, la versione che dà meriti al fratello (escludendo l’intruglio della sorella), suonava un po’ (un po’ proprio) “maschilista” 😛. In ogni caso, se vogliamo, poi, anche un maschio, Eugène, si è dato tanto da fare in cosmetica quasi nello stesso periodo 🙆 per di più in giovanissima età, seguendo l’esempio del padre ma superandolo anche.

        Oh, ma lei avrà pure fregato lo sposo, però lo sposo si è fatto fregare volentieri 😛 . Poi chissà se è accaduto davvero, tant’è che qui si parla di “leggenda”, nell’altra versione invece nemmeno si parlava di leggenda.

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      3. Certo, è più bella come storia con lei che inventa il “filtro d’amore” 😊
        Diciamo che il ramo era (è) discretamente redditizio 😁 ergo anche un maschietto potrebbe trovare interessante la cosa 😅

        Indubbiamente, era per dire che l’altra storia era più bella, più da due cuori e una capanna 🙃
        Sempre generalizzando perché poi ogni situazione fa storia a se …

        Vai a sapere la verità, nel dubbio scegli quella che ti aggrada di più 😊

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    1. “L’arte di farsi belle” mi piace pensarla, oltre che a una lezione, proprio come l’arte di volersi bene e di avere cura di sé, con o senza trucco 😀 indipendentemente dal genere, chi sia un uomo o una donna. E quando ci prendi la mano (e ti prendi per mano), ti sembra di raggiungere una specie di equilibrio interiore… cosicché l’essere e l’apparire possano camminare insieme senza distinzione: somigliare esternamente quanto più è possibile a come si è dentro.

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