Libri letti nel 2017

Questi, i libri che ho letto nel 2017:

  • Le notti bianche, F. Dostoevskij;
  • Memorie delle mie puttane tristi, G. G. Marquez;
  • L’amico ritrovato, F. Ulhman;
  • L’arte di amare, E. Fromm;
  • Lettera ad un bambino mai nato, O. Fallaci;
  • Il ritratto di Dorian Gray, O. Wilde;
  • Orgoglio e pregiudizio, J. Austen;
  • Il piccolo Principe, A. de Saint-Exupéry;
  • Undici minuti, Paulo Coelho;
  • Lo Zahir, Paulo Coelho;
  • La ragazza dello Sputnik, Murakami;
  • Che tu sia per me il coltello, David Grossman;
  • Le ho mai raccontato del vento del Nord, Daniel Glattauer;
  • La settima onda, D. Glattauer;
  • Avrò cura di te, C. Gamberale e M. Gramellini;
  • Stanotte il cielo ci appartiene, Adriana Popescu;
  • Va’ dove ti porta il cuore, S. Tamaro;
  • L’identità, Milan Kundera;
  • Al di là del Deserto, Igor Sibaldi;
  • I pesci non chiudono gli occhi, Erri de Luca;
  • A livello del mare, Rossana Orsi;
  • La padronanza dell’amore, Don Miguel Ruiz;
  • La signora delle camelie, Alexandre Dumas.

APPROFONDIMENTO

I libri sono segnati in ordine di lettura, ma io voglio partire da quello che considero il mio preferito dell’anno 2017: La signora delle camelie, di Alexandre Dumas; un romanzo che è frutto di una storia realmente vissuta dall’autore stesso, una storia che mi ha fatto emozionare fino alle lacrime, una storia ricca di passione, ma anche di sofferenza, debolezze e tanta umanità. Sentii molto vivi i personaggi di questo romanzo, così vivi che mi ci affezionai: da un lato avevo fame di leggere le pagine successive, dall’altro mi dispiacque arrivare alla fine e terminare così il mio viaggio nei cuori di quelle vite.

Un altro libro che metterei sul podio insieme a quello sopra citato, è Undici minuti di Paulo Coelho; anche questo libro mi ha fatto commuovere, e badate che non mi toccano tanto profondamente proprio tutti i libri che leggo!
In Undici minuti si narra la storia di una giovanissima che diventa donna, per di più ha il mio stesso nome, una donna che per fuggire dalla miseria cade nelle mani di cattive persone, così si ritrova a fare la prostituta, cosa a cui ovviamente non ambiva. Sarà l’incontro con un artista, un pittore, che farà scoprire alla protagonista cosa è davvero l’amore, dove undici minuti ne rappresentano il tempo.

Un altro libro che evidenziai, perché mi fece riflettere molto e, per diversi aspetti, ritenni illuminante, fu L’arte di amare, stavolta un saggio, di Erich Fromm.

Ho poi evidenziato “Va’ dove ti porta il cuore”, di Susanna Tamaro; “Avrò cura di te”, di Chiara Gamberale e Massimo Gramellini. Ritengo che questi due libri siano simili nella tenerezza delle parole, nei consigli, nell’affetto che emanano. Mentre nel primo vi è una nonna che parla a sua nipote, alla quale ha lasciato delle lettere, nel secondo libro c’è un angelo che soccorre una giovane, Gioconda (detta Giò), che ha difficoltà a mettere ordine nel suo cuore.

Gli ultimi due libri che evidenziai sono dei saggi: “Al di là del deserto”, di Igor Sibaldi, e “La padronanza dell’amore”, di don Miguel Ruiz. Ricordo vagamente che questo ultimo utilizzò parole molto semplici per esprimere concetti profondi riguardo l’amore. Riguardo il libro di Igor Sibaldi, invece, con il titolo del libro “Al di là del deserto”, lo scrittore fa riferimento alla storia di Mosè, uscito dall’Egitto, per spingere il lettore stesso ad uscire dalla propria cosiddetta “zona di comfort”, attraverso vere e proprie lezioncine di metafisica.

Di questa lista di libri del 2017, non ci sono altri libri su cui lasciai qualche segno particolare che mi ricordasse quanto mi piacquero. Tuttavia, non ci sono stati neanche libri che mi delusero come è successo l’anno dopo.
Comunque, a distanza di tempo, tra quelli che più mi piacquero, oggi inserirei anche Lo Zahir, di Paulo Coelho, così come Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. Questo ultimo mi fece moltissima compagnia, ogni personaggio aveva le proprie caratteristiche con una personalità ben delineata. Erano così ben definiti, che in alcuni ci trovai somiglianza con persone che conosco realmente; il personaggio che sentii vicino, sia perché mi somigliava per davvero in qualcosa, sia perché avrei voluto somigliarle ancora di più, fu Elizabeth Bennet… anche se potrei somigliare benissimo anche alla sorella, Jane. Oppure, sapete che vi dico? Che, secondo me, in ogni donna potrebbe esserci sia una Jane che una Elizabeth Bennet, ma penso che ogni tanto salti fuori una delle due, a seconda della situazione!

Tornando a noi, aggiungo un pensierino per gli altri libri non ancora citati:

Il piccolo Principe mi sorprese molto, perché mi aspettavo una bella favola, ma invece c’è dell’altro che, comunque, nulla toglie alla storia. Mi commosse sul finale, inaspettato.
Lettera ad un bambino mai nato, di Oriana Fallaci, lo metterei sullo stesso piano de Il piccolo Principe, perché mi trasmise emozioni simili: lacrimucce simili, tristi e sconsolate.

“Le ho mai raccontato del vento del Nord” e “La settima onda”, libri di Daniel Glattauer, sono uno il proseguimento dell’altro.
La storia è quella di un uomo e una donna che si trovano per un errore: una mail inviata alla persona sbagliata. Nonostante questo errore, i due sono curiosi l’uno dell’altra, così continuano a scriversi via mail per moltissimo tempo, mi sembra per più di un anno. Ricordo che provai tantissima curiosità nel leggere i messaggi che si inviavano, tant’è che una pagina tirava l’altra e andavo a dormire tardi perché volevo ancora saperne delle loro confidenze. Ma, prima o poi, questo scambio di mail doveva pur finire, o no? E così i due protagonisti decidono di incontrarsi, ma non prima di tantissime paranoie, ansie, paure. E dopo essersi incontrati di persona? Chissà! Non ve lo dico, ma il bello è che nemmeno lo ricordo, a parte qualche particolare che ricordo vagamente, e assai poco bello… ma non vi dico niente, no-ne.

E, a proposito di scambi epistolari, le recensioni di “Che tu sia per me il coltello”, di David Grossman, erano molto negative, ma decisi di fare affidamento su quelle positive e così lo comprai. Mi affascinò la trama: “In un gruppo di persone, un uomo vede una donna sconosciuta che con un gesto quasi impercettibile – si stringe nelle braccia – sembra volersi isolare dagli altri. E’ un gesto che lo commuove e lui, Yair, le scrive una lettera, proponendole un rapporto profondo, aperto, libero da qualsiasi vincolo, ma esclusivamente epistolare. Più che una proposta è un’implorazione, e Miriam ne resta colpita, forse un poco sedotta. Accetta anche se spera di trasformare le parole in fatti, perché quella in cui lei crede è un’intimità assoluta… ecc.” Trovai inoltre incantevole il volto della donna, sulla copertina del libro, la quale evidentemente rappresenta Miriam.
Le lettere che si scambiano sembrano effettivamente scritte da due pazzi, forse più pazzo lui che lei, un po’ buffe, fuori dal comune, qualche volte forse pesantine, però li trovai quasi teneri. Il finale, comunque, mi lasciò senza parole, interdetta.

Allo stesso modo, mi lasciò senza parole anche il finale del romanzo di Milan Kundera, “L’identità”, ma fu però più scorrevole rispetto allo scambio di lettere tra Miriam e il suo ammiratore. Ne “l’identità” abbiamo come protagonisti due persone che si amano, stavolta non ci sono lettere di mezzo, ma l’autore del libro si pone una domanda che fa più o meno così: cosa accadrebbe se, un giorno, ti accorgessi di non avere conosciuto mai davvero la persona che hai accanto?

E, visto che non c’è due senza tre, insieme ai due libri precedenti, un altro libro che mi lasciò abbastanza spaesata, fu “La ragazza dello Sputnik”, di Murakami. Forse questo lo metterei per primo rispetto ai due precedenti, “primo nell’avermi lasciata con un punto interrogativo nel finale”, si intende.

Abbiamo, poi, “I pesci non chiudono gli occhi”, di Erri de Luca, e “Stanotte il cielo ci appartiene”, di Adriana Popescu. Li cito insieme perché credo che abbiano un comune denominatore: la tenerezza. Nel primo, però, è la tenerezza di un ragazzino alle prese con la sua prima cotta, raccontata attraverso i propri occhi ormai adulti. Nel secondo libro, quello di Adriana Popescu, vi è la storia di un’aspirante fotografa, in crisi con il suo ragazzo. Durante un evento conoscerà un giovane – Tristan, un ragazzo dolce, misterioso, riservato e, non per ultimo, tormentato – che risveglierà in lei qualcosa… ma non subito eh, perché Layla è una brava ragazza e anche un tantino in crisi con la sua relazione, però l’autrice del libro si domanda proprio questo: qual è il confine tra amicizia e attrazione?

Ho lasciato per ultimi i libri di cui ricordo poco:

Le notti bianche, di Dostoevskij: ricordo che il libricino scorreva bene, che il protagonista era un sognatore, ma anche un uomo troppo solo… ricordo che fu toccante la sua solitudine e la tenerezza con cui la esprimeva, finché sul suo cammino incrociò una donna per la quale provò un sentimento che aveva dimenticato. Poi, è risaputo: quando, dopo tanta solitudine, ritrovi un po’ di vita, ti senti di rinascere; così dovette sentirsi il sognatore, ma forse volò troppo in alto e… non aggiungo altro. È un classico, anche breve, quindi molto probabilmente lo avrete già letto, ma meglio tacere il resto!

Memorie delle mie puttane tristi, di Gabriel Garcìa Marquez. Ecco, di questo libro non ricordo le emozioni provate. Ricordo soltanto che parlava di amore, in particolare c’era un anzianissimo signore che, per il suo compleanno, si regala una notte d’amore con una giovanissima ragazza. Questo avviene in una casa adibita a tale scopo, per coloro che vorrebbero ancora vivere l’amore. Ma il bello è che questo signore anziano non toccherà mai quella giovane, ma si limterà ad osservarla e a raccontarsi, allora si accorgerà che non ha mai amato così tanto una donna come ora. Ecco, proprio adesso, mentre scrivevo, mi è tornato alla mente il finale! E mi commossi, sì.

L’amico ritrovato, di Fred Uhlman, mi lasciò con uno stato d’animo triste, ma anche un tantino intenerito. È la storia di un’amicizia, un’amicizia tra un ragazzino di origini ebree e un altro proveniente da una nobile famiglia tedesca. Due mondi diversi tra loro, ma non per questo, anzi, proprio per questo, si scoprono e si confrontano.

Il ritratto di Dorian Gray, di Oscar Wilde. Un romanzo che esprime la fragilità umana davanti all’incapacità di accettare la vecchiaia. Ricordo che il finale fu per me inaspettato, ci rimasi anche un pochino male, ma probabilmente non poteva andare diversamente: il protagonista teneva più all’apparenza che alla sua anima.

E chiudo con “A livello del mare”, di Rossana Orsi. L’autrice la seguivo sulla sua pagina Facebook, e spesso mi ci trovavo nei suoi pensieri. Quando uscì il libro, fui incuriosita dai temi affrontati, e pensai che non mi avrebbe delusa, conoscendo ormai la sua penna.
Non ricordo affatto la trama, ma ho ripreso la recensione che allora mi chiese cortesemente l’autrice: “un libro che ti lascia una sensazione piacevole, proprio come quando ci si perde ad osservare il mare. Lo definirei delicato, e con quella stessa delicatezza l’autrice riesce a giungere nelle profondità dell’anima della protagonista, attraverso il ricordo dei legami affettivi che l’hanno fatta crescere ed eventualmente cambiare. È un libro molto intimo, particolare, in cui nella prosa risiede davvero tanta poesia. L’ho sentito come una ricongiunzione alla parte più vera del proprio sé, direi quella di bambina, che sta a noi tenere in vita, imparando l’arte di camminare insieme nella propria crescita interiore; è questo il messaggio che mi ha trasmesso ‘A livello del mare’.”

📚 FINE 📚

Qui, i libri letti l’anno dopo, nel 2018.

34 pensieri su “Libri letti nel 2017

  1. Hai fatto bene a dividere per anno per anno 😊 così fai tre articoli 😁
    Neanche io ho mai riletto un libro, ma può darsi che con il tempo un giudizio cambi, anche se nel tuo caso son poi trascorsi solo due anni … sei giovine ancor 😁
    Di questi ne ho letti tre: il primo con cui hai iniziato l’anno, l’ultimo con cui l’hai chiuso e “orgoglio e pregiudizio”
    Direi che rendi bene, seppur in modo sintetico, l’idea 😊

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    1. Non li ho riletti anche per questa “paurina”: accorgermi che li ricordavo migliori.
      Volevo proprio creare un articolo essenziale, sintetico e leggero! Contenta di esserci riuscita 😄
      E poi mi faceva piacere far scoprire libri che magari altri non hanno ancora letto, e che penso meritino, o anche sapere il parere personale altrui di questi stessi libri da me elencati… ecco, questa ultima cosa non si è propriamente realizzata, sarà per il prossimo articolone 😛 che sicuramente sarà più breve dato che ho letto meno libri nel 2018.

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      1. Ah, nel dubbio eviti 😅 ci sta 😊 credo di non farlo anche io per lo stesso motivo… poi con tutta la roba che c’è da leggere si può rimandare la rilettura ad un lontano futuro 😁
        😊
        Beh, non è detto 😊 lo hai appena scritto l’articolo… qualche ritardatario spunta sempre 😅
        Capitano gli anni su e gli anni giù di lettura, è normale 😊

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  2. A me è capitato di rileggere dei libri dal principio ed io ho scoperto che, a volte, per via della fretta qualcosa ci sfugge o non ci prende non dandoli troppo peso.
    L’articolo mi è piaciuto nella struttura e nelle impressioni personali che hai inserito: complimenti, Maria 😊

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    1. Grazie, Rita! 🙂 puntavo proprio a rendere l’articolo leggero, sintetico e ordinato.
      Sono d’accordo con te: rileggere un libro potrebbe farci notare qualcosa che ci era sfuggito… e infatti può darsi che rileggerò quelli che meno ricordavo, è un peccato dimenticare ciò che ci trasmise un libro, le riflessioni soprattutto che ci spinse a fare.

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  3. Ciao. Bella raccolta, variegata 🙂

    Io sto leggendo “I Tre Moschettieri” di Dumas, e a parte abilità di scrittura, in alcuni momenti traccia delle brevi frasi di vita vissuta che valgono da sole la lettura del libro. Anche della “La signora delle Camelie” me ne hanno parlato bene…e sembra che confermi 🙂

    Non sapevo il finale del “Ritratto di Dorian Gray”, magari ci stava bene un avviso spoiler 🙂

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    1. Ciao, Andrea!

      Anche a me tempo fa venne la voglia di leggere i tre moschettieri, ma poi non ci pensai più e me ne dimenticai.
      Riguardo la signora delle camelie, è proprio il mio amato! 😀

      Non ho detto esplicitamente il finale di Dorian Gray, però forse in effetti hai ragione… ho detto che non mi è piaciuto com’è finito, ma potrei salvarmi dicendo che è solo un’opinione personale?! 😆 oh, magari ad altri piace il finale… Tra l’altro, a parte il finale, un libro può essere meritevole per tutto il resto, qualsiasi finale abbia. Magari aggiusterò questo articolo, tu intanto fai finta di non averlo letto 😅

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      1. Come libro i tre moschettieri te lo consiglio 😉

        Dicendo che il protagonista del Ritratto di Dorian Bray preferirà l’esteriorità un po’ mi è sembrato spoilerato ma ho apprezzato la tua creatività nel dire “un libro può essere meritevole per tutto il resto”…solo che questa modalità non la estendere con gli amici a film e serie tv 😁. C’è gente che non vuole sentire proprio quasi nulla in anticipo ☺️

        Comunque certo della tua buona fede non ho null’altro da ridire, anzi forse si…buonanotte 🙂

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  4. parecchi dei libri in elenco li ho letti anch’io. La cosa curiosa è che abbiamo graduatorie di gradimento opposte: le mie preferenze vanno a romanzi che tu poni tra gli ultimi (l’amico ritrovato, i pesci non chiudono gli occhi, che tu sia per me coltello). Viceversa i primi della tua graduatoria a me non sono piaciuti. La trovo una cosa divertente e anche istruttiva.
    🙂
    ml

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    1. Ciao, Massimo!
      Questi tre che hai citato non è che non mi siano piaciuti, però li pongo ad un gradino inferiore, ma proprio un gradino eh, rispetto a quegli altri che mi hanno trasmesso di più a livello non tanto di emozioni (perché anche questi me ne hanno trasmesse) quanto proprio per i ragionamenti e le riflessioni trovati in essi. A “Che tu sia per me il coltello” ci sono invece particolarmente affezionata per un motivo personale, nonostante il finale che mi ha lasciata, appunto, un tantino disorientata 😆 .
      Grazie per il tuo parere, mi faceva molto piacere questo tipo di confronto 😊

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    1. Secondo me, è importante sia leggere che scrivere. Ci sono persone che leggono e scrivono pochissimo, allora mi accorgo che fanno errori grammaticali, probabilmente proprio perché non sono allenati nella scrittura.
      Grazie per la lettura!

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  5. Pingback: Libri letti nel 2018 – Brezza d'essenza

  6. Che tu sia per me il coltello l’abbiamo letto nello stesso anno!!
    Ricordi,Aria?
    https://plce4myhead.wordpress.com/2017/11/23/che-tu-sia-per-me-il-coltello/

    L’ho adorato,è nella mia top 3 del 2017.
    Sono andata a rileggere ciò che scrissi sul blog,tra i commenti ti dicevo che desideravo un uomo come il protagonista. Alla fine sai come è andata? Che sono diventata io completamente cosi,e mi ritrovo ad essere una creatura romantica,nei confronti di una dolce creaturina che si,somiglia alla protagonista femminile del libro…mi sta venendo voglia di rileggerlo…

    Bellissime lettura comunque! Abbiamo gusti simili.

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