Dal quotidiano

Sotto l’onda che s’alza

La nonna ha l’abitudine di sedere vicino la finestra, sulla sua comoda sedia ricoperta di stoffa. Le piace guardare la gente che passa, alzare ogni tanto gli occhi al cielo e dire in tono gioioso: “Meno male che oggi è uscito il Sole!”, mentre si rattrista quando piove, credendo subito che l’inverno sia tornato (in piena estate), e non potrà più andare a passeggiare.
A volte, però, cade nelle sue fissazioni, così: se vede passare delle persone che non conosce, comincia a dire che hanno guardato dentro casa, e che l’hanno guardata in modo strano, come se avessero pensato di derubarla. Quando dice ciò, è difficile anche solo fingere di ascoltarla, ancora più difficile è convincerla del fatto che le sue sono solo impressioni.
Altre volte, quando vede passare delle persone che invece conosce, lei diventa tutta contenta, aspettando ansiosa che quelle persone la guardino dalla finestra, per poi salutarla. Ma, le persone, anche quelle che un tempo la salutavano, ora pare che abbiano fretta, oppure non hanno più voglia di alzare gli occhi verso la sua finestra; insomma, hanno nuovi pensieri per la testa. Vedo allora spegnersi l’emozione negli occhi della nonna, ma non prima di averla vista intenta a cercare di attirare l’attenzione dei passanti.
Non parla, non urla per farsi sentire, semplicemente: alza la mano e saluta aprendo e chiudendo le dita, come una bambina che imita una luce a intermittenza. Continua seguendo con lo sguardo e con il braccio la persona che in quel momento sta passando di lì, finché questa scompare e, insieme, vedo scomparire l’entusiasmo sul volto della nonna. Quindi si volta a guardarmi e mi dice, con tono triste, che non l’hanno salutata. Altre volte ha un tono arrabbiato, di quelli spontanei che spuntano fuori quando ci si sente offesi; io le dico che non fa niente, oppure, la assecondo con un sommesso “Eehh…”, scuotendo la testa e sospirando, un modo come un altro per dirle “e che ci vuoi fare?”. Altre volte ancora, resta in silenzio, come non fosse successo nulla, così per un po’ rimango a guardarla, talvolta sento invadermi da tutta la solitudine della vecchiaia: mi commuove, mi porta alla mente l’immagine di una grande onda che sempre più si alza, con noi tutti sotto di essa senza più alcuno scampo.

Meno male che oggi è uscito il Sole.

scatto personale

46 pensieri su “Sotto l’onda che s’alza”

  1. Sono due universi che si scontrano, e quella che si fa male alla fine, purtroppo, è tua nonna.

    Ho letto tutto d’un fiato ed è stato come rivedere le vecchine che popolano i paesini siciliani, con le sedie davanti alle porte di casa (non qui a Capo d’Orlando, però, dove persino i vecchietti sono di un’altra pasta). Però alle volte, in questi paesini sperduti, fanno la combriccola e pare che spettegolino su ogni persona che passa. A me, in questi casi, viene da dire qualcosa di scandaloso apposta a voce alta, per farli spettegolare fino all’anno dopo.
    Invece tua nonna l’avrei salutata come fa lei, come una bambina che imita una luce a intermittenza (hai reso benissimo l’idea)

    Piace a 3 people

    1. Credo sia un classico la riunione fuori le porte, è proprio dei paesini mi sa, ma anche fuori ai bar non scherzano!
      Mia nonna, invece, è particolare in questo: è silenziosa, tranquilla, e non ha mai avuto “l’usanza” di spettegolare! 😁

      Piace a 2 people

    1. Grazie, Lele 🙂
      Purtroppo, prima o poi, ci lasciano… e i ricordi sono la cosa più preziosa che ci resta di loro. Pensa un po’, uno l’ho “conosciuto” proprio solo attraverso i ricordi, e mi spiace non averlo potuto conoscere per davvero.

      "Mi piace"

  2. Stavo per scrivere: “l’ho letto tutto di un fiato”, ma il primo commento che ho incrociato diceva lo stesso.

    Davvero ben scritto, appassiona per l’attenzione ai particolari, le similitudini (…” come una bambina che imita una luce a intermittenza”) e la dolcezza del vostro rapporto. E dei silenzi, che parlano a volte più delle parole.

    La conclusione è un pizzico chiusa velocemente e forse non mi ha entusiasmato. Mi ha un po’ spiazzato (“senza più alcuni scampo”…nunn’è nu poc esagerat? 😄).

    Brava ☺️

    Piace a 2 people

    1. Grazie mille, Dimmi di Scampia (vorrei darti un nome!) 😀

      Hai ragione, la chiusa è un po’ un’amara sorpresa, per questo ho voluto ripetere la frase della nonna.

      (eh no, nun è ‘nu poc esagerato 😆 l’onda che si alza è la vecchiaia che, prima o poi, ci prende tutti, e infine si getta su di noi… senza scampo è la morte.)

      Piace a 1 persona

    1. Mi era apparso fra i ricordi di facebook: l’avevo pubblicato lì, ma non qui sul blog… per questo lo ricordi! 😁

      Sì.
      È vera questa cosa, e, ti dirò di più: solo da qualche tempo ho riflettuto sulla somiglianza di carattere e mi ci sono per certi versi rivista 🙂

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.