Stato di coscienza

Perché un giorno sto bene da sola e il giorno dopo mi sento vuota? Cosa cambia in una notte? Perché bastarsi non è un perpetuo divenire?
Mi sento come se stessi camminando su di un filo, e la gioia e la tristezza hanno nomi diversi ma sono sempre la stessa vertigine.
Qualcosa si spezza nell’arco di un tempo breve, così rapidamente che nemmeno lo vedo. Ma sento una mancanza, una mancanza di cui il giorno prima non ne sentivo il peso; era una piuma sul pelo dell’acqua, oggi è una pietra sul fondo del petto. E scava, scava ancora per trovare terra, un punto fermo, una sicurezza; scava, e scavando si isola: in mezzo al petto c’è ora una fossa profonda con intorno solo mura fredde. Da quaggiù nessuno mi sente, nessuno mi vede[…].
Non c’è niente e nessuno a cui aggrappare la mia anima disperata, la quale è ora come un fantasma che si aggira in una casa che non sente più sua.

19 maggio 2017

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